REGRESSO PRO CIVITATE
RASSEGNA STAMPA

«Stiamo vincendo la battaglia contro i writers»
L’assessore Pascucci e l’operazione “Città pulita”:
«Tanti i muri ripuliti e mai più danneggiati»
di DANIELE SACCHI
Palazzi storici, edifici pubblici, scuole e abitazioni private. Sono pochi i muri che sfuggono alla firma dei writers. Un’arte del murales che tende spesso ad abbassarsi alle forme più abiette di puro e semplice vandalismo, andando a pervadere i centri cittadini italiani. Una piaga che però a Pesaro sembra lentamente regredire. Merito anche dell’ “Operazione Città Pulita”. Iniziativa inaugurata esattamente un anno fa dal Comune di Pesaro, volta a debellare il degrado prodotto dall’imbrattamento dei muri. Un’operazione che partì un anno fa con la ripulitura dai tanti colpi di spray che campeggiavano sulla facciata di Palazzo Mazzolari Mosca. «Un lavoro che non si è mai fermato – puntualizza l’assessore alla Sicurezza Riccardo Pascucci – Grazie alla collaborazione prestata a titolo gratuito dall’associazione di volontari “Regresso Arti” di Franco Cenerelli, si è proceduto a svariati interventi di ripulitura che abbiamo effettuato con cadenza settimanale. L’arrivo della stagione invernale, e relative intemperie, costringono però a rallentare le operazioni perché l’acqua e il silicato d’alluminio che adoperiamo, vanno poco d’accordo. Ma appena c’è una giornata soleggiata si riparte, anche perché abbiamo un’agenda fittissima». La palestra di via Mazza è stato l’ultimo intervento di Cenerelli e i suoi, che prossimamente procederanno alla ripulitura degli esterni dei Musei Civici e del palazzo dell’Inail, per il quale si è in attesa del via libera. Prima di questi la scuola “Carducci”, la fontana di Piazza del Popolo e le statue delle Poste centrali, piazza Redi, parte del Corso XI Settembre, l’intera via Barignani, oltre a svariate vie del centro storico. «Ancora non si ha percezione del miglioramento complessivo, in quanto si tratta di un intervento senza precedenti – prosegue Pascucci – Consola soprattutto il fatto che nessuno finora sia andato a reimbrattare i muri rimessi a nuovo e più in generale si assiste ad una attenuazione del fenomeno, nelle sue forme più vandaliche».
Riparazione, ma anche prevenzione. «Le telecamere, studiate per altre finalità, funzionano anche in questo caso come buon deterrente investigativo – conclude Pascucci – Tutto contribuisce all’aumentare il senso di sicurezza percepita». Negli ultimi mesi non sono mancate le denunce dei cittadini, vittime dell’opera dei writers. I murales rappresentano di per sè apprezzabili forme d’espressione artistica e di abbellimento di aree in degrado, come avviene da anni sulle pareti del torrente Genica, ma spesso finisce per sfociare in una gara di marchi che vandalizzano la città. Una gara a chi diffonde più firme e a chi le riesce a mettere più in alto. Ad essere pizzicati dalle forze dell’ordine anche alcune firme eccellenti, o “tag” (come si dice in gergo) ben note all’interno del panorama writing. Come Fedro o da ultimo Dj Key, graffittari la cui “ispirazione pittorica” si era allargata dai muri cittadini alle autovetture in sosta.