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Caro Carlino, mi considero «pesarese sfortunato» in quanto ho la sfortuna di aver scelto, cinque anni fa, il centro storico di Pesaro come mia residenza permanente: considerando i prezzi che circolano, potete ben capire la delusione per una scelta dimostratasi disastrosa. Ho la fortuna di viaggiare tanto, ho percorso sia l'Italia che il resto del mondo in lungo e in largo, ma non ricordo il centro di una cittadina (Pesaro) ritenuta fino a poco tempo fa elegante, vivibile, a misura d'uomo e sicura, in condizioni tanto fatiscenti come il nostro. Dopo l'ennesimo «imbrattamento» di una parte dell'edificio in cui vivo e dietro informazione di un anonimo che mi aveva indicato dove si ritrovano i cosiddetti «writers» per preparare i loro «tour artistici notturni» ho verificato che si riuniscono in una via del centro storico e si tratta di ragazzi di bell'aspetto e curati; mi sono anche recato al Comando dei Carabinieri per segnalare il fatto e, cosa inaspettata, mi è stato detto di essere il primo pesarese a presentarsi per questo motivo. Chi sono costoro? Perché hanno riempito i muri del centro storico non certo con graffiti artistici, ma con turpiloqui e messaggi in «slang» comprensibili solo ai loro affiliati? Le famiglie di questi ragazzi cosa pensano del passatempo dei loro figli? Credo che il «Carlino» dovrebbe dedicare pieno spazio al problema delle «scritte sui muri a Pesaro», non pensando che sia un problema italiano e mondiale, ma nostro, di noi pesaresi; sicuramente non possiamo attendere l'aiuto o il coinvolgimento delle autorità politiche locali che, piuttosto che riqualificare il centro storico, hanno necessità di mantenere alta l'immagine della periferia (vedasi Villa Fastiggi) per ovvi ritorni elettorali. E non pensate che tutte le città «rosse» siano come Pesaro, andate per curiosità a visionare i centri storici delle «città rosse» dell'Emilia, per non parlare della vicina antagonista Fano. Sono sicuro che la mia lettera non cambierà le cose, ma spero almeno in un aiuto fattivo da parte vostra. Grazie per l'attenzione, Un cittadino di Pesaro |